COMUNICATO SMI LOMBARDIA 23/09/2026
Ha registrato una significativa partecipazione in tutta Italia la due giorni di sciopero della Medicina generale promossa dal Sindacato medici italiani (Smi), svoltasi il 15 e 16 settembre scorsi (con avvio per la continuità assistenziale e il 118 dalle ore 20 del 14 settembre). La mobilitazione ha raccolto l’adesione non solo dei professionisti iscritti allo Smi, ma anche di medici aderenti ad altre sigle e di colleghi non sindacalizzati. Al centro della protesta, manifestata in diverse piazze italiane tra cui Milano (con circa 600 medici presenti), Napoli e Palermo, figurano la netta contrarietà al debito orario all’interno delle Case della Comunità e il rifiuto del ruolo unico per la Medicina generale.
Il nodo del debito orario e le rivendicazioni di categoria
Lo Smi, che rappresenta circa il 10% dei medici convenzionati (oltre 4.000 professionisti), ha inteso ribadire come la contestazione vada oltre la sola tutela della categoria per toccare il mantenimento del carattere pubblico e universalistico della sanità. Tra le istanze chiave avanzate dal sindacato guidato dal segretario generale Pina Onotri si evidenziano:
1. Autonomia e flessibilità: Rifiuto delle rigidità orarie nelle strutture territoriali e richiesta di piena autonomia organizzativa per l’ambulatorio del Mmg.
2. Tutele e diritti: Introduzione di garanzie strutturali per malattia, infortunio, ferie e maternità per i medici convenzionati.
3. Formazione e carriera: Istituzione di una scuola di specializzazione universitaria dedicata alla medicina generale con riconoscimento dell’equipollenza per chi opera sul campo.
Superate le 10mila firme: richiesta d’audizione a Montecitorio
A fare da volano alla protesta è stato anche il percorso della petizione per le risorse e la riforma della medicina generale, presentata alla Camera dei deputati ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione. In quaranta giorni la raccolta ha superato le 10.000 firme certificate.
In forza dei numeri raccolti nelle piazze, lo Smi ha preannunciato la richiesta formale di un’audizione presso la Commissione Affari sociali della Camera per sollecitare la discussione parlamentare della petizione.
Il contesto e le diverse strategie sindacali
La mobilitazione del 15 e 16 settembre ha evidenziato le differenti visioni strategiche interne alla categoria. Se da un lato lo Smi ha considerato inevitabile la via dello sciopero per correggere l’accordo sulle CdC e fissare tutele nazionali, le altre rappresentanze sindacali hanno scelto di non aderire alla protesta, puntando sulla trattativa e sulla contrattazione decentrata, che ha però già ampiamente dimostrato di essere vana e sterile.

